Debora Vittorioso nasce a Torino nel 1976 , dove compie i suoi studi artistici e tuttora vive. In questo sito che a lei è dedicato , vi sono cenni della sua attività artistica , mostre , raccolte di immagini , naturalmente le sue opere …. acrilici , oli , gessetti , pigmenti .
La figura umana , con le sue sfumature psicologiche , è quasi sempre protagonista dei suoi immaginari e quanto intensi scenari , dove la capacità fotografica e la resa dell’intimo rapporto affettivo accendono le emozioni di chi riconosce nelle sue tele la commozione della bellezza , la profondità dei sentimenti , lo spettatore è invitato alla riflessione , è chiamato a reagire , ad emozionarsi , a sentirsi coinvolto.
Debora dimostra un appassionato interesse verso ogni manifestazione della realtà che ama e che sente come natura , come esempio della più vasta latitudine umana. Il corpo umano è per lei un’opera d’arte suprema e la sua nudità è immanente ; rivelato o spogliato nelle sue forme , è modello ideale, naturale , simbolo , allegoria . Molte delle sue composizioni assumono un significato simbolico nella raffigurazione sotto l’aspetto fisico fino alle esplorazioni dei temi psicologici , sessuali e sociali ad esso correlati.
Come è noto , l’uomo fin dalla preistoria , predilige fra i soggetti il corpo umano , nella Grecia classica , il canone policleteo ambisce a coglierne l’assoluta bellezza e perfezione , nei secoli successivi , ogni epoca ,ogni movimento artistico , aggiungono importanti tasselli all’iconologia di questo tema , variandone canoni estetici , modelli di rappresentazione , contenuti , significati. Si manifesta nell’artista il desiderio di rappresentare i moti del corpo e dell’anima , trasferisce così nelle sue opere realismo ed idealizzazione , dove la naturalezza delle posture denota un certo interesse all’anatomia e volontà espressiva nel racconto di una particolare situazione psichica , ne sono un esempio opere come “Meditazione” , “Anima selvaggia” ed “Innocente sensualità”. Traspare un’estrema sensibilità al canone di una bellezza femminile ideale , quasi atemporale , che si traduce senza dubbio nell’estremismo di rappresentare la sirena , una bellezza nota a tutti come incantevole ma irraggiungibile , capace di conquistare e attrarre chiunque , quindi universale , per gli occhi di pochi eletti che meravigliati possono gustarne la perfezione.
Opere come “Meraviglie del mare” e “Sirena al sole” rispondono ad una concezione sempre più esoterica ed estetizzante dell’arte e del corpo in particolare , come in un sogno simbolista dagli esiti visionari ; ancora una volta protagonista l’amore per la natura e le sue creazioni. “La seduzione” preannuncia un’altra tematica dominante nelle sue opere , la riscoperta romantica dell’antico e dell’oriente , temi che si sviluppano nel “L’abbraccio” e negli “Amanti” entrambi pervasi da una forte carica di erotismo , dove servendosi di una calda densità cromatica nei corpi e di tonalità più fredde per l’ambiente che li ospita , crea una fusione impalpabile di aria , luce ed ombra che avvolge e conforma tutte le cose.
Allo stesso tempo sviluppa l’idea di una bellezza incarnata dalla rappresentazione del nudo inserito in ambienti della vita quotidiana , l’attenzione per la resa d’interni , delimita una dimensione appartata in cui bellezze femminili si lasciano sorprendere in déshabillé nell’intimità del loro ambiente domestico , il nudo è colto in ambienti di intima familiarità.
Nel suo repertorio non mancano certo le marine , ora proposte sotto specie di spiagge larghe , ora bagnate dalle limpide acque del giorno che assumono colori intensi nella sera , invocate per sorprendere cale appartate come in “Tramonto sul mare” , catturando l’istante in cui le onde si rincorrono e si adagiano sulla spiaggia in un frangersi largo di spume. Anche in “Nilo”e “Venezia”, intrecci cuneiformi costruiscono l’orditura pittorica dell’acqua tra efficaci contrappunti tonali per evocare il lento dondolio delle barche ( feluche e gondole nello specifico) propagando all’atmosfera del dipinto una visione di lirica poeticità.
Nostalgici ricordi rievocati dalla luce diffusa che irrora le vedute di aperte campagne assorte e pensose , dove la solarità delle stagioni calde emerge sui fondi , fughe di vegetazioni erbose , alberi fronzuti , fino ad allargare la vista sulle distese luminose di grano o fiori , come in “Pomeriggio sul campo” e “Il campo di girasoli”.
I paesi ed i personaggi dei suoi quadri sono e restano protagonisti di racconti senza tempo.